Vorresti essere operato da un chirurgo che parla al telefono ?

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A questa semplice domanda tutti rispondiamo che vorremmo che la persona che ci deve curare sia concentrata al massimo sulle attività terapeutiche dalle quali dipende la nostra vita.Quest'esempio ipotetico racchiude l'essenza del problema, in altre parole il rischio di concentrarsi pienamente su di un compito mentre si è impegnati in una conversazione telefonica.
Lo stesso non avviene quando crediamo di eseguire un atto quotidiano come il guidare  una macchina che implica comunque una attenzione accurata se vogliamo evitare incidenti. Quante volte abbiamo letto su un bus la scritta " Non parlare al conducente", ma accettiamo che lo stesso possa parlare al telefonino. Del resto la maggior parte di noi alla guida si distrae continuamente utilizzando il telefono cellulare. E' uscito sul numero di giugno del New England Journal of Medicine un editoriale che riferisce dei rischi connessi all'uso del telefono cellulare e dell'importanza da parte dei medici di informare i propri pazienti sui pericoli che corrono nell'utilizzo di un telefono durante la guida di un veicolo.

Disponi riguardo alle cose della casa, perché morirai e non guarirai(Is 38,1)

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 Questo è l'ordine che Isaia impartì al re Ezechia «Disponi riguardo alle cose della tua casa, perché morirai e non guarirai» (Is 38,1) ed  è in questa forma che frequentemente i pazienti, affetti  da una malattia grave,  recepiscono le informazioni riguardo la loro prognosi. Spesso i medici si nascondono dietro la formulazione di semplici valori statistici, come la sopravvivenza mediana, che rappresenta un dato numerico non sempre comprensibile al paziente ed ai suoi familiari, portando sconforto e dolore che preclude  non solo la loro adesione  alle terapie, ma incide sulla qualità della vita del paziente stesso. E' opportuno che i medici in particolare sappiano come affrontare una situazione così difficile approfondendo alcuni articoli compreso "La mediana non è il messaggio" scritto dal biologo evoluzionista S.J. Gould.

 
 
 
 

 

 
 

 

 

Il testamento biologico:luci ed ombre sulla sua reale efficacia

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Negli ultimi anni  si è aperto un  dibattito sulle Direttive Anticipate  denominate in Italia -Testamento Biologico-. In numerose riviste  internazionali si discute in modo approfondito sulla reale efficacia di una legislazione che permette al singolo cittadino di poter scegliere le modalità di assistenza e cura negli ultimi mesi di vita. Il New England Journal of Medicine, nel numero del 1° aprile del 2010, ha pubblicato un editoriale sull'argomento che vale la pena di leggere con molta attenzione, considerando il dibattito attualmente aperto nel nostro paese. Le considerazioni sull'articolo in pdf riguardano in particolare il dibattito aperto negli Stati Uniti, ma servono ad orientare le persone sulle criticità del Testamento Biologico, considerando che l'editoriale del New England Journal of Medicine  afferma che, "nonostante gli sforzi  spesi nella progettazione e per la legislazione delle Direttive Anticipate, secondo il parere di studiosi di etica medica, di specialisti in cure palliative e dei medici  in genere, le Direttive Anticipate si sono rilevate  un clamoroso insuccesso..."Conoscere luci ed ombre di questo dibattito ci può aiutare a fare le scelte piu idonee su di un argomento così controverso.

L'invecchiamento della popolazione è solo un problema sociale?

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Le ultime proiezioni demografiche a livello globale dicono che entro il 2020 il numero degli 
ultrasessantacinquenni supererà per la prima volta nella storia dell’umanità quello dei bambini sotto 
i 5 anni. Nel 2040 il 9,3% degli europei avrà più di 80 anni, mentre attualmente in Italia 
l’aspettativa di vita media è di 80 anni quando all’inizio del 1900 era solamente di 43 anni circa.
Basterebbero queste tre sole informazioni per dimostrare quanto sia nel medesimo tempo 
importante e urgente affrontare con la massima determinazione la questione dell’assistenza a 
persone anziane con perdita di autosufficienza e affette da patologie cronico-degenerative.
L’aumento dell’età media e il conseguente innalzamento della percentuale di popolazione anziana si prestano a considerazioni di segno opposto. Se da un lato il poter vivere più a lungo è da considerarsi, a ragione, un successo ottenuto dall’umanità, dall’altro questa maggiore longevità porta con sé nuove incognite da risolvere e nuove sfide da affrontare.
Si va dai problemi sociali, passando per quelli sanitari e assistenziali, per finire a quelli più squisitamente economico-finanziari. Una sempre più ristretta comunità di persone in età giovane-adulta dovrà farsi carico e sostenere una sempre più grande fetta di popolazione inattiva. Una popolazione che in parte sarà affetta – com’è nel corso naturale delle cose – da malattie e disturbi
che in alcuni casi richiederanno cure lunghe e assistenza continua.
Invecchiamento, non autosufficienza e assistenza sono i temi di un volume realizzato da Alessandro Seregni e Ryder Italia Onlus con il finanziamento della Regione Lazio. Si tratta di un’agile e utile fonte da cui trarre informazioni, spunti di riflessione e soprattutto dati e cifre che possano fornire al lettore un’idea più precisa del mondo dell’assistenza continuativa agli anziani non autosufficienti.
Cliccando sul link troverete il volume in formato pdf. Per ricevere il volume in formato libro al solo costo delle spese di spedizione, inviateci una mail all'indirizzo info@ryderitalia.it 

 

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Nel mese di maggio del 2010 cade il 50esimo anniversario dell'approvazione dell'utilizzo della  pillola anticoncezionale in America. Approvazione molto controversa e spesso argomento tabu, oggi come allora nella politica e nella società civile. Questo articolo tradotto dal New York times ci racconta cosa è accaduto negli Stati Uniti D'America 50 anni fa.

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